La guerra in Ucraina è solo un trampolino di lancio per l’Europa orientale, avverte il generale russo più importante.

Un alto comandante russo ha ammesso che la guerra in Ucraina è “una pietra miliare” per il resto dell’Europa orientale.

Il generale Andrey Mordvichev ha fatto intendere i futuri piani di Vladimir Putin per espandere il fronte, facendo suonare i campanelli d’allarme in Polonia, Moldavia e Georgia, che da tempo temono tale escalation.

In un’intervista registrata alla fine di luglio, ha suggerito che l’invasione dell’Ucraina è “solo l’inizio” delle ambizioni imperialistiche e militari della Russia.

A Mordvichev, promosso al comando del Distretto Militare Centrale e del Raggruppamento Centrale Russo delle Forze in Ucraina, è stato chiesto quanto dureranno i combattimenti.

“C’è ancora molto tempo. È inutile parlare di un periodo specifico”, ha detto.

“Se parliamo dell’Europa orientale, di cui dovremo occuparci, ovviamente sarà più lungo”.

Putin in passato ha pubblicamente lodato Mordvichev, indicando che potrebbe godere di maggior favore rispetto agli altri comandanti dei distretti militari, secondo un rapporto dell’Istituto per lo Studio della Guerra.

L’ammissione di Mordvichev conferma le preoccupazioni di molti paesi dell’Europa orientale che temono un’espansione russa nei loro territori.

La Polonia, in particolare, ha sempre tenuto sotto controllo i movimenti russi al confine orientale e ha aumentato la propria presenza militare per garantire la sicurezza del paese.

La Moldavia, situata tra l’Ucraina e la Romania, ha avuto difficoltà a mantenere la sua integrità territoriale a causa delle pressioni russe.

La Russia ha sempre sostenuto i separatisti in Transnistria, una regione autonoma nel territorio moldavo, e le tensioni tra i due paesi sono rimaste alte.

Anche la Georgia ha vissuto un conflitto con la Russia nel 2008, quando ha tentato di ricuperare il controllo dei territori separatisti dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud.

L’intervista di Mordvichev ha quindi destato grande preoccupazione in questi paesi, che temono di essere i prossimi bersagli dell’espansione russa.

L’Ucraina stessa sta ancora affrontando una situazione difficile, con il conflitto armato tra le forze ucraine e i separatisti filo-russi nel Donbass che continua a causare vittime e distruzione.

Le dichiarazioni di Mordvichev sembrano indicare che la Russia è pronta ad allargare la sua sfera di influenza in Europa orientale, mettendo a rischio la stabilità e la sicurezza della regione.

Questo solleva la questione di come l’Unione Europea e la comunità internazionale debbano rispondere a questa minaccia.

Fino ad ora, l’UE ha adottato sanzioni economiche contro la Russia, cercando di esercitare pressioni sul regime di Putin per porre fine all’aggressione in Ucraina.

Tuttavia, sembra che quelle misure non siano state sufficienti a fermare l’espansione russa. La NATO ha intensificato la sua presenza nella regione, aumentando i pattugliamenti e le esercitazioni militari, ma la Russia sembra disposta a sfidare la mossa dell’alleanza atlantica.

Inoltre, la questione della Crimea rimane irrisolta. La Russia ha annesso la regione nel 2014, nonostante le proteste internazionali, e non sembra disposta a restituirla all’Ucraina.

Tutto questo crea un quadro in cui l’Europa orientale è sempre più vulnerabile all’espansionismo russo e alla minaccia di ulteriori invasioni.

La comunità internazionale deve fare fronte all’urgente necessità di proteggere la sicurezza e l’integrità di questi paesi, offrendo il sostegno necessario per resistere alle pressioni russe.

È anche essenziale continuare a mantenere la pressione politica ed economica sulla Russia per persuadere Putin a rinunciare ai suoi piani imperialistici.

L’Europa ha già vissuto abbastanza conflitti e divisioni nel corso della sua storia. È essenziale che la comunità internazionale si unisca per impedire la ripetizione degli errori del passato e garantire la pace e la stabilità nella regione.

È ora che i leader del mondo agiscano e facciano tutto il possibile per prevenire ulteriori invasioni e proteggere i paesi europei orientali da un’espansione russa aggressiva.

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